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Piretro, l'insetticida di origine vegetale

Piretro, l'insetticida di origine vegetale

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Il Piretro è un composto organico estratto dai capolini di piante del genere Chrysanthemun, piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae. Il nome Chrysanthemun deriva dal greco chrysòs [oro] e ànthemon [fiore], regalandoci la bella immagine del “fiore d’oro”, al pari dei terreni dove viene coltivato, sempre ben esposti al sole.

 I capolini, quelli appartenenti alla specie Tanacetum cinerariifolium (molto nota anche con il nome di Chrysanthemun cinerariifolium), dopo la fioritura vengono essiccati e polverizzati ottenendo una sostanza con un elevato potere biocida nei confronti degli artropodi. Infatti, questa polvere giallo-verdognola, detta “razzia” o estratto di Piretro, contiene particolari sostanze che vanno ad agire sul sistema nervoso degli insetti. 

 L’Estratto di Piretro è una miscela composta da sostanze diverse, tre esteri naturali dell’acido crisantemico e tre esteri dell’acido piretrico derivati dalla reazione con un alcol (piretrolone, cinerolone, jasmolone), che vengono individuate come Piretrina I e Piretrina II, Cinerina I e Cinerina II, Jasmolina I e Jasmolina II. L’azione insetticida caratterizzante è dovuta alla predominanza delle due Piretrine, in particolare quella di tipo I. Per questo motivo, sui formulati contenenti Estratto di Piretro viene sempre riportata la percentuale corrispondente alle Piretrine per indicare la reale componente attiva contenuta.

 Già prima della Seconda Guerra Mondiale, grazie anche al loro ampio spettro d’azione (è un insetticida non specie specifico), le Piretrine sono state utilizzate per la formulazione di numerosi insetticidi, sia per impieghi domestici che per la difesa delle derrate nell'industria alimentare. Ed ancora oggi, non solo per la loro origine naturale, continuano ad essere sostanza attiva molto utilizzata nella lotta agli artropodi nocivi o infestanti. Il loro impiego permette il controllo di numerosi acari ed insetti nell’ambito dell’igiene civile, dell’igiene zootecnica e della difesa delle derrate immagazzinate; consente anche il controllo di insetti succhiatori e masticatori su molte colture, sia in pieno campo che in serra, comprese le ornamentali. 

 L’attività delle Piretrine si esplica per contatto, in maniera molto rapida (effetto knock-down) dopo pochi minuti dal momento dell’esposizione, con la paralisi degli insetti dovuta a un effetto neurotossico individuabile nell’alterazione della trasmissione degli impulsi nel sistema nervoso periferico. L’azione per ingestione, al contrario, è scarsa in quanto, avendo le Piretrine una forte caratteristica repellente, l’insetto tende a rigurgitare. 

 L’esposizione alle Piretrine tramite le vie di ingresso preferenziali (antenne, cerci, zampe e, soprattutto, spiracoli tracheali) porta a spasmi muscolari e movimenti scoordinati delle zampe e delle ali, fino al sopraggiungere della paralisi finale di morte.

 E’ però importante sapere che non sempre una dose in grado di portare alla paralisi iniziale riesce poi a condurre alla morte. Infatti, gli insetti, grazie a un processo enzimatico, riescono a detossificarsi e riprendersi. Per ovviare a questo “inconveniente” è necessario aumentare la dose di Piretrine o utilizzare sostanze sinergizzanti come il PBO o il nuovo MGK 264, capaci di bloccare il processo di detossificazione.

 I formulati insetticidi contenenti Estratto di Piretro hanno caratteristiche molto apprezzate e che li fanno preferire sia da tanti applicatori professionali che da utilizzatori sporadici:

 tempo di azione molto rapido

→ elevato potere abbattente (effetto knock-down)

→  elevato potere snidante (effetto flushing out), grazie al quale gli insetti tendono ad abbandonare i loro rifugi, aumentando le possibilità di venire a contatto con il principio attivo

→ elevato potere repellente che preserva l’ambiente trattato da nuovi arrivi di infestanti

→ rapido decadimento all'aria e alla luce, grazie ad elevata termolabilità e fotolabilità, che ne permette un assorbimento ecocompatibile da parte dell’ambiente, in tempi brevi e senza lasciare residui dannosi

→ modesta tossicità nei confronti degli animali a sangue caldo

 L’inalazione involontaria di quantità importanti di Piretro può comunque portare a fastidi che sono, però, solitamente temporanei: difficoltà di respirazione, starnuti, naso chiuso, mal di testa, ...e ancora a nausea, mancanza di coordinazione, tremori, convulsioni, arrossamenti al volto e sudorazione, sensazioni di bruciore. In particolar modo bisogna porre attenzione ai bambini, il cui organismo è meno capace, rispetto a quello di un adulto, di degradare efficacemente il Piretro. Inoltre, come per tanti altri prodotti naturali, l’esposizione può essere causa di irritazione cutanea e sensazioni di prurito, sintomi che possono perdurare anche per qualche giorno. 

 C’è da ricordare sempre che “naturale” non significa “atossico”. Ogni sostanza, naturale o di sintesi, ha dei valori di concentrazione, più o meno alti, per i quali l’esposizione può diventare pericolosa. Quindi, ogni impiego, anche se si tratta di formulati di origine vegetale come è il Piretro, deve sempre essere eseguito seguendo le raccomandazioni e le precauzioni che sono riportate sull’etichetta ministeriale.  

 Grazie alle sue caratteristiche e al profilo tossicologico ed ambientale favorevole, attualmente il Piretro è considerato una sostanza su cui puntare per lo sviluppo di nuovi formulati insetticidi. L’analisi di impatto ambientale dei formulati prende in grande considerazione gli effetti conseguenti, su periodi temporali brevi e lunghi, alle applicazioni. In quest’ottica le risposte del Piretro sono certamente positive, tanto che anche i rigidi protocolli dell’agricoltura biologica ne permettono l’impiego. 



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